Carmen Panarello Attrice

“L’ODORE DELLA SETA”

“L’ODORE DELLA SETA”

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MENZIONE AL MERITO  – II PREMIO INTERNAZIONALE SALVATORE QUASIMODO 2017 – sezione Teatro

Nel 2012 scrivevo un breve racconto monologo, un’altalena fra   NONNA/ DONNA / FIGLIA/E , tre generazioni di donne, che come sempre accade nell’universo femminile, fanno e si fanno dono e scrigno di esperienze, racconti,prove di vita, fino a condensarsi sul finale nell’immagine di un’ UNICA FIGURA. 

L’ ODORE DELLA SETA   

Racconto in 

monologhi per

voci danza proiezioni suoni

PERSONAGGI:

NONNA

DONNA

FIGLIA / BAMBINA (danzatrice)

” Silenzio, piano si alzano le luci.Una donna… fila, sfila, accarezza, ripone, una stoffa colori giallo, ambra, rosso che arriva dalle quinte. …Indossa una catena. La luce è solo su di lei…

NONNA C’è un posto, nascosto, nel paese di collina, dentro un posto,molto esposto, alla fine del paese, anzi all’inizio, insomma… ”  

Nel finale, le figure di madre e figlia, si confondono, prendendo l’una i profili dell’ altra. 

” ….. il volto dell’attrice viene illuminato in parte da una luce arancione…

E forse, non è più la mamma, ma la figlia.

Lentamente una luce si accende su una culla; accanto, una figura  che indossa un lungo vestito bianco con lunghe e strette lingue nere dipinte; indossa una maschera molto ampia, bianca con spighe…

trascina lentamente una culla verso il proscenio…

BUIO “

Il    CIBO compare in questo testo, anche nella scenografia, perché per me è un simbolo del rapporto donna/ mondo, mamma/figlia, nutrimento e atto del nutrire sé stessi o cosa si vorrebbe fossimo: la scena è disseminata di pacchi di farro e uova. Simbolo del reciproco dono tra attore e pubblico: fagocitare e essere fagocitati, nello scambio di storie .

Scritto per esser messo in scena, non sempre trova agio nella pagina scritta. Eppure: 

NE HO CURATO  LA PUBBLICAZIONE.

ECCOLA : 

https://www.amazon.it/Lodore-della-seta-Carmen-Panarello/dp/8892500864/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1475563215&sr=8-1&keywords=9788892500860

 

Per due motivi: testimoniare il gesto di chi ha narrato e conservato le memorie di famiglia, per prima mia madre;  dire una forma espressiva in cui mi identifico come artista e sognatrice 

GRAZIE DI CUORE A RITA LAZZARO, CHE HA PRESTATO LA SUA OPERA ECCEZIONALE CON LA SUA SOLITA IMMANCABILE GENEROSITÀ.