Carmen Panarello Attrice

sol stat

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Proserpina e Sole  nel rito del solstizio

INVOCAZIONE DI PROSERPINA

Indugia/

ancora qui con me,/

non smarrirti nell’ Ora che va via./

Non privarmi della tua conoscenza/

sotto l’ardore di ciò che di me/

muore di un padre sacrificato,/

sacrificio nel fuoco./

Brucia ancora il corpo che nel tempo finito/

diviene carbone che si spegne/

mentre intorno devo far danzare le immagini della vita/

le ombre dell’ esistenza./

Resta con me o Sole/

Resta qui/

Poniti accanto alla mia mente e fammi/

sciente./

Unisci cielo e terra/

Manipola quel nodo che dovrà perdersi,/

solo per un po’ di più,/

che il cuore mio possa far crescere/

nel tempo, dopo,/

solo per questo respiro in più,/

questa sospensione adesso, questo sospeso sguardo,/

che è finito./

Sospendi il buio/

che possa gridarne l’ orizzonte lontano/

e spendere ogni goccia d’acqua/

dei miei ricordi nel seme del futuro./

Unisci il verde e il rosso/

Il giallo e il viola/

Rendi possibile la tensione di terra e cielo/

l’una verso l’altro, amanti, sempre/

generatori di anime e pensieri/

sostegno di discordanti affetti/

cause di visioni opposte/

fiumi di storie che si uniscono./

 

Mi faccio pietra/

assorbo linee di carica/

rimando al mondo ogni potenzialità/

bruciando il braccio/

che l’altro spezza./

 

Stropicciata alle gocce appena baciate dal sole/

fanciulla dalle uova che disegnano/

nell’acqua già filamenti d’ esistenza/

e sbucciata di fave fresche/

con me stilla l’alchimia dell’acqua/

che fa dell’ Uomo artefice di grandezza./

 

Saettano col loro ronzio regale/

piccoli insetti odorosi di sole dolce/

sui sentieri dei raggi/

fino al regno degli spiriti/

a regalar l’ amore/

nascosto tra fiori, forse,/

privato per troppo ardore del principio generatore,/

vanno dagli amanti,/

morenti alle porte che si spalancano/

nel dialogo incessante che fa/

di vita e morte/

la permanenza dell’Umanità/

su di Lei,/

perno immobile che scruta silente, dolente e cosciente,/

l’entusiasmo solare/

e l’incanto lunare:/

Terra./

 

Eterna lotta/

come eterno dialogare/

di alterità insieme

sulla freccia che/

impercettibile/

osserva cieca l’ evoluzione/

straziata di un Uno che si cela/

e che respira/

soffocato da un potere/

che vince senza l’ orizzonte del tramonto./

 

Proteggimi da quella visione/

che non s’ingravida/

Curami ogni porta che non sa/

dischiudersi a ragione/

Danza la festa di una/

vita che non può avere/

lieto fine/

ma le onde di un fuoco che non sia finito,/

Semina Vita.

O Sole./

 

 

LA VOCE DEL SOLE

Sto./

Fanciulla , io Sole sto./

Impara nei presagi di Natura a cogliere il passaggio del tuo cuore./

Nell’ uovo che si apre ogni mattina,/

sbucciando ogni germoglio a te verace,/

scoprire nell’ immensità, che/

il tuo sguardo separa/

come fosse lente che non sta a fuoco,/

il sospendersi del dio,/

che ti sta porgendo/

la strada./

L’ombra tornerà, di lontano./

Ma ora, di lontano sorgo Sole:/

sorgo con braccia larghe a sostenervi/

con petto austero ad accogliervi/

con gambe leste a portarvi in salvo/

con il calore a dare vita/

con il bruciare ad oltrepassare/

con il colore a scegliere Amore/

sempre, Amore,/

di nuovo, Amore./

Sto./

Guarda, accogli il mio sguardo feroce/

la mai parola diretta/

il mio silenzio che non da scampo/

e sai/

che vita sia in questo volgere di giugno:/

bagnarsi di rugiada in riva al cielo/

di liriche di fervore di candore,/

attesa di una corsa a perdifiato/

sull’ uscio delle tenebre, domani./

 

Fiaccola ti sia ogni mia piega/

segnale di onda in mezzo al vivere/

se creando un essere vorrai ancora/

essere/

giro di giostra nella vita./

 

Rincorrimi/

di grilli come i sogni di bambini/

di lucciole come visione dell’ umano./

Scorgi nell’orizzonte tuo lontano/

il sussurro della voce mia che canta:/

lottare non è più tempo sulla briciola della terra/

danzare sia il contendere per quello che sei tu./

E una risata/

lunga ogni epoca./

 

Profuma con il dolce camomilla/

quel giorno che t’ha più ferita ipocrita./

Respingi spiriti dell’ombra, oggi muoiono./

Regala erba calda a fate e gnomi,/

son loro che mi fanno intorno girotondo/

con fuoco acceso a giorni e notti biondo/

di grano iperico verbene e il bel narciso:/

Solletico al dolore/

Carezza al tuo pudore/

Spinta di ogni dolore,/

stuzzicandomi preghiere:/

“ Innalza alle nuvole/

di un giro di sole in più/

la dignità dell’uomo .”/