IL GIARDINO PER AMICO – UNO

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…    UNO    -DUE     -TRE    -QUATTRO    -CINQUE    -SEI    ….

Origine. PROLOGO.

Ho sempre avuto un giardino accanto: da bambina, tutte le estati, accanto alla casa di nonni, stravolto di gelsomini che la nonna annusava e donava e noi nipoti succhiavamo lo stele; di buganvillee, di oleandro straripante, di aloe inarrestabile, di buoni mandarini per l’inverno. Poi a Milano, sì proprio nel centro di Milano, al primo piano della villetta in cui affittavo una bella stanza, verde e fitto incolto e lussureggiante ammaliante e inaccessibile umido giardino, che mi manteneva straniera ma protetta, isolata nelle ferite di un mestiere che già colpiva ed esaltava. West Europa , piccolissimo ed assolato, secco dove ho potuto piantare solo una dolce gardenia. Asia, dove non ho mia avuto una casa, ma le stanze affittate sono a strapiombo sui giardini nati ad imitazione di quelli cinesi, meditazione e filosofia che accarezza le ammalianti notte asiatiche e accoglie le piogge improvvise di quel caldo nelle mattine colorate di fiori talmente colorati da farti sentire felice sempre, comunque; dove ho camminato con ardente felicità tra le esotiche piante del National Botanic Garden, fino al raffinato National Orchi Garden. Adesso, alle pendici dell’Etna in un luogo che a fatica faccio mio, tra montagna ed isolamento io col mare nel dna e tendenzialmente in perenne ansia da relazione, un grande luogo seminato da generazioni, adesso da me e prole, bellissimo, ampio di tante imperanti querce, un cocciuto melograno, la mia coraggiosa mimosa, tanti prugni selvatici ed un ribelle glicine, e rose che vanno e vengono e piante aromatiche, le mie adorate piante aromatiche.

@ilgiardinoperamico.

Nascita. PRIMO MOVIMENTO.

Il giardino per amico, è un luogo oggettivo, immaginabile, itinerante fatto di improvvisi particolari che catturano, di atmosfera e dialoghi brevi tra foglia e foglia , ramo e ramo, bacino che accoglie ricordo e gratitudine, solidarietà e fughe

Cuore e tecnica. Conoscenza ed istinto. Improvvisazione dell’Esprimere.  Come a teatro. Desiderio di accogliere qui, in questo spazio ed in altri che saranno, o di essere accolti in altri giardini, ideali e reali, lontani e vicini, imprevisti e curati, improvvise forme d’arte, brevi esibizioni, nuove rappresentazioni.

Scoprire e disegnare Maschere in natura. Trovare tre i disegni delle natura il volto di un personaggio interpretato. La maschera di nuove divinità. I segni di un’emozione. Insieme e lontani, sui social o tra gli occhi gli uni degli altri. Atelier permanente di maschere, sfilate in Mascheranatura, mostre Maschere.

Nasce per sempre, qui e dove andrò, il concetto di giardino come amico.

@ilgiardinoperamico.

Concetto. SECONDO MOVIMENTO.

Il giardino come confine tra la mia anima ed il mio operare. Non recintato, filtrante direi, permette sguardi reciproci, isola senza dimenticare, traccia un confine valicabile. Regala scorci di vita, di mattina accompagna risvegli con carezze di colori inenarrabili come i segreti di bambine, nelle canicole sogni ed oblio; agita le notti sotto volte imperscrutabili di stelle in vortici, e , sempre, lunghi viottoli di pensiero anche sospesi tra rami o fiori che non prevedono la fine. Invade di nuvole improvvise e sprona di sole imperscrutabile. Un luogo  che rimesta di vitalità. Per questo è luogo reale e dell’anima, proprio come il mio teatro. Forse per questo vi riapprodo di continuo, dovunque io vada. Seminare questa ricca condizione!

@ilgiardinoperamico.

 

Tutti giù…in giardino. TERZO MOVIMENTO 

NOI SIAMO LE NUOVE DIVINITÀ BUCOLICHE DELL’ERA DIGITALE.  SIAMO ARTISTI CHE SEMINANO STORIE, IMMAGINI, SUONI, NELLA TERRA E NELL’ARIA, IMPOLLINANDO I CORPI PUR DISTANZIATI MA PRESENTI. NUOVI BACCANALI, DIREI.

Un paese come l’Italia è meraviglioso dal punto di vista paesaggistico: ricolmo dunque di palcoscenici.UNIAMOCI, dal nord al sud. In un grido di gioia liberatoria.  Troviamo nuove denominazioni che circuitino in modo legale onesto ludico e produttivo le energie economiche per lo spettacolo dal vivo. Impariamo tutti ad evitare al cento per cento le logiche personalistiche che conducono ogni nostra scelta economica e artistica. Uniamo il comparto squisitamente artistico: attori, registi, scenografi, creatori di luci e ombre, costumisti, attrezzisti , direttori di scena… Coloro che lavorano dal vivo, che per primi, devono ricominciare a riconoscersi come reali autori della rappresentazione, sentire la reciproca nostalgia. Uniamoci in un girotondo collettivo intorno agli alberi, nel primo giorno in cui sarà possibile, in nome di un teatro nella natura. Con nuovi spazi, nuove amministrazioni, nuove redistribuzioni. Nuovi artisti. Nuovi legami.

@ilgiardinoperamico.