Proserpina e Sole nel rito del solstizio
INVOCAZIONE DI PROSERPINA
Indugia/
ancora qui con me,/
non smarrirti nell’ Ora che va via./
Non privarmi della tua conoscenza/
sotto l’ardore di ciò che di me/
muore di un padre sacrificato,/
sacrificio nel fuoco./
Brucia ancora il corpo che nel tempo finito/
diviene carbone che si spegne/
mentre intorno devo far danzare le immagini della vita/
le ombre dell’ esistenza./
Resta con me o Sole/
Resta qui/
Poniti accanto alla mia mente e fammi/
sciente./
Unisci cielo e terra/
Manipola quel nodo che dovrà perdersi,/
solo per un po’ di più,/
che il cuore mio possa far crescere/
nel tempo, dopo,/
solo per questo respiro in più,/
questa sospensione adesso, questo sospeso sguardo,/
che è finito./
Sospendi il buio/
che possa gridarne l’ orizzonte lontano/
e spendere ogni goccia d’acqua/
dei miei ricordi nel seme del futuro./
Unisci il verde e il rosso/
Il giallo e il viola/
Rendi possibile la tensione di terra e cielo/
l’una verso l’altro, amanti, sempre/
generatori di anime e pensieri/
sostegno di discordanti affetti/
cause di visioni opposte/
fiumi di storie che si uniscono./
Mi faccio pietra/
assorbo linee di carica/
rimando al mondo ogni potenzialità/
bruciando il braccio/
che l’altro spezza./
Stropicciata alle gocce appena baciate dal sole/
fanciulla dalle uova che disegnano/
nell’acqua già filamenti d’ esistenza/
e sbucciata di fave fresche/
con me stilla l’alchimia dell’acqua/
che fa dell’ Uomo artefice di grandezza./
Saettano col loro ronzio regale/
piccoli insetti odorosi di sole dolce/
sui sentieri dei raggi/
fino al regno degli spiriti/
a regalar l’ amore/
nascosto tra fiori, forse,/
privato per troppo ardore del principio generatore,/
vanno dagli amanti,/
morenti alle porte che si spalancano/
nel dialogo incessante che fa/
di vita e morte/
la permanenza dell’Umanità/
su di Lei,/
perno immobile che scruta silente, dolente e cosciente,/
l’entusiasmo solare/
e l’incanto lunare:/
Terra./
Eterna lotta/
come eterno dialogare/
di alterità insieme
sulla freccia che/
impercettibile/
osserva cieca l’ evoluzione/
straziata di un Uno che si cela/
e che respira/
soffocato da un potere/
che vince senza l’ orizzonte del tramonto./
Proteggimi da quella visione/
che non s’ingravida/
Curami ogni porta che non sa/
dischiudersi a ragione/
Danza la festa di una/
vita che non può avere/
lieto fine/
ma le onde di un fuoco che non sia finito,/
Semina Vita.
O Sole./
LA VOCE DEL SOLE
Sto./
Fanciulla , io Sole sto./
Impara nei presagi di Natura a cogliere il passaggio del tuo cuore./
Nell’ uovo che si apre ogni mattina,/
sbucciando ogni germoglio a te verace,/
scoprire nell’ immensità, che/
il tuo sguardo separa/
come fosse lente che non sta a fuoco,/
il sospendersi del dio,/
che ti sta porgendo/
la strada./
L’ombra tornerà, di lontano./
Ma ora, di lontano sorgo Sole:/
sorgo con braccia larghe a sostenervi/
con petto austero ad accogliervi/
con gambe leste a portarvi in salvo/
con il calore a dare vita/
con il bruciare ad oltrepassare/
con il colore a scegliere Amore/
sempre, Amore,/
di nuovo, Amore./
Sto./
Guarda, accogli il mio sguardo feroce/
la mai parola diretta/
il mio silenzio che non da scampo/
e sai/
che vita sia in questo volgere di giugno:/
bagnarsi di rugiada in riva al cielo/
di liriche di fervore di candore,/
attesa di una corsa a perdifiato/
sull’ uscio delle tenebre, domani./
Fiaccola ti sia ogni mia piega/
segnale di onda in mezzo al vivere/
se creando un essere vorrai ancora/
essere/
giro di giostra nella vita./
Rincorrimi/
di grilli come i sogni di bambini/
di lucciole come visione dell’ umano./
Scorgi nell’orizzonte tuo lontano/
il sussurro della voce mia che canta:/
lottare non è più tempo sulla briciola della terra/
danzare sia il contendere per quello che sei tu./
E una risata/
lunga ogni epoca./
Profuma con il dolce camomilla/
quel giorno che t’ha più ferita ipocrita./
Respingi spiriti dell’ombra, oggi muoiono./
Regala erba calda a fate e gnomi,/
son loro che mi fanno intorno girotondo/
con fuoco acceso a giorni e notti biondo/
di grano iperico verbene e il bel narciso:/
Solletico al dolore/
Carezza al tuo pudore/
Spinta di ogni dolore,/
stuzzicandomi preghiere:/
“ Innalza alle nuvole/
di un giro di sole in più/
la dignità dell’uomo .”/