IL GIARDINO PER AMICO – CINQUE

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Resti di Umanità.  D  ) Didascalie dell’abbandono, autunno 2020, per un teatro della Natura.

 

INGORGHI

1

 

Primo Atto. Scappa dalle sue amiche, terrorizzata, dal vederle confondersi di Gendarmi giganti. Frivola, eccentrica, la sua lingua non può ancora invadere il palcoscenico di questa storia, che inizia con liti e inutili dialoghi, che fanno sfondo alla sua unicità. Corre a chiamare la Madre: non la sa ancora vittima dei Resti di Umanità, che oltre la platea, hanno costruito carceri di presunto amore. Adesso, le orecchie del pubblico offese da insensate parole, si smarriscono.

LE GRIDA

2

 

Abbattuti, sconvolti. Il popolo dei Generosi scende in piazza, a stento trattenuto dai resti delle Madri: brutte, scompigliate, oscure, tenute a bada dalla più bieca e falsa feccia di facce di plastica che si fingono vere. Il freddo dell’Ignoranza, tenta di sradicare il coraggio dei legami d’Amore. Ma Forze non note, Superbe Voci, Ignoti Canti, frenano ancora sconosciute e invincibili, l’Uragano vigliacco dei Resti di Umanità. Cala il Sipario.

INVINCIBILE

3


Atto Secondo. Dopo aver chiesto udienza, la Poetessa dai pensieri vermigli, conforta tra Ricordi il proprio animo. Attende che tornino a chiederLe confronto, quei Pulsanti sciocchi agitati invano che dimenticano come tendere una mano. Secco e Nuovo, Piccolo e Antico, amici di sempre Le sussurrano di proteggersi: dalla platea giungono assordanti idiozie dei Padroni di turno. Dalle quinte nessuna luce. Un bagliore però rigenera l’occhio di chi sa far pubblico e i suoi colori schiacciano parole e gesti dei Resti di Umanità. La Poetessa conclude l’ Atto, con l’Inno alla Luce.

TRADERE

4

A nozze con la sua Lealtà, Belle dimentica false promesse tradite, menzogne sussurrate nei sorrisi, dolcezze sfinite da corrosione , dimentica gli stessi bei colori che ritrova, qui, cinta di Petali.  Fa pace con il suo mondo sommerso, e chiede accettazione, a sé stessa, per il suo stesso futuro: il silenzio e la solitudine, lontana dai Resti di Umanità, la coccolano. Fine.

DOLCE

5

Atto unico.   “Ti cullo io” – sussurra la Mamma al suo Bambino. Estremo li accoglie, umano e coraggioso. Il suo corpo, velato dal buio, graffiato e ferito dai Resti di Umanità, non muore. Culla il suo futuro e Canta così.